lunedì 22 dicembre 2014

FUNZIONE, SCOPO E...OBIETTIVO DELL'INTRATTENIMENTO TURISTICO


E' utile distinguere per analizzare in profondità l'intrattenimento turistico le due definizioni di funzione e/o scopo dell’animazione:
  • la funzione principale dell’animazione è far socializzare fra loro gli ospiti non lasciando nessuno isolato durante il proprio periodo di vacanza.
  • Lo scopo principale è soddisfare i consumatori dell’intrattenimento, rendendo la loro permanenza sempre una Festa.
Quest’ultimo concetto, quello di festa, va analizzato con attenzione perché è alla base dell’intrattenimento turistico. In una visione sociologica la Festa rappresenta un momento di rottura della normalità, ovvero dei normali schemi etici e sociali. Quegli stessi schemi che nella realtà e nella vita di tutti i giorni, impongono differenze sociali, culturali, etniche, politiche e religiose. Durante le proprie attività, l’animatore professionista offre intrattenimento a tutti gli ospiti nessuno escluso, senza alcuna differenza. Vi è nelle strutture turistiche che offrono il servizio intrattenimento, un ritorno ad una sorta di apparente egualitarismo sociale.
Si può allora affermare che l’obiettivo dell’intrattenimento turistico è pienamente conseguito quando durante i momenti di intrattenimento che vi sono in spiaggia, nelle strutture sportive, in discoteca e sul palco, l’equipe di animazione riesce a coinvolgere attivamente tutti quanti gli ospiti consegnando loro la soddisfazione di aver socializzato ed aver partecipato alla festa in una situazione rigenerante
  • della propria mente (relax per l’assenza temporanea degli impegni di lavoro),
  • dello spirito (riscoperta di se stessi attraverso la partecipazione alle attività e la socializzazione),
  • del fisico.

ANIMAZIONE TURISTICA, SERVIZIO VIVO


Oggi l’animazione turistica è un fenomeno molto più che un simbolo. Realisticamente NON è per tutti simbolo di divertimento (c'è sempre una parte degli ospiti che preferisce il totale relax o attività differenti da quelle proposte), tuttavia per le sue numerose caratteristiche ha assunto il carattere di vero e proprio fenomeno uniformemente diffuso all’interno delle strutture turistiche e ricettive.
E’ innanzitutto un servizio vivo, ciò significa che nel corso degli anni subisce e assimila le influenze provenienti dalle esperienze e dalla fantasia della gente che vi partecipa, sia gli animatori che gli stessi ospiti. In questo modo il servizio di intrattenimento turistico si modifica, in un costante intrecciarsi ed adeguarsi all’evoluzione delle culture che vi partecipano. Anche per questo gli intrattenitori turistici solitamente scelgono una struttura differente ogni stagione, affinchè le proprie esperienze siano offerte a persone sempre diverse scambiandosi informazioni ed evolvendosi.
In via generale, una delle prime cose che si chiedono alle agenzie di viaggi nel momento in cui si sceglie la propria vacanza è se nella struttura prescelta vi è il servizio di animazione e intrattenimento.
Inoltre come già accennato, sempre a contatto con i turisti, gli animatori diventano veri e propri raccoglitori di umori e vengono impiegati per migliorare costantemente il servizio ed adeguarlo alle esigenze di tutti.

domenica 21 dicembre 2014

ANIMATORE OGGI, L' "ACCHIAPPATTENZIONI"


Attualmente si prosegue e si evolve l’iniziale concetto francese di “Gentil Organisateur” e all'abusata parola animatore possiamo  accostare la parola Intrattenitore[1].

L’animatore deve possedere sufficienti doti fisiche, buon carisma, comunicatività, proprietà di linguaggio e, cosa non meno importante, consapevolezza dei propri limiti. Prima di mettersi al lavoro è fondamentale possedere una conoscenza tecnico-metodologica di base, e consigliabile effettuare stages di preparazione in contesti di full-immersion, cimentandosi in organizzazioni di attività di gruppo, ad esempio in contesti sportivi, parrocchiali o di volontariato. Inoltre le strutture turistiche che lavorano con persone provenienti da diverse zone del mondo, sempre più spesso richiedono la conoscenza delle lingue più diffuse[2].

La differenza principale fra l’intrattenimento turistico attuale e quello di alcuni anni fa, è soprattutto nei programmi di animazione che hanno cambiato alcuni aspetti per adeguarsi all’evolversi dei tempi. In questo contesto i media, ed in particolare la televisione, hanno influito molto: essi hanno assorbito sempre più la creatività e l’interazione diretta con il pubblico, che erano caratteristiche tipiche dei villaggi turistici più organizzati, e hanno portato all’attenzione della massa, spettacoli che anni addietro si ammiravano solo nei teatri, in pochi locali e nei villaggi vacanze maggiormente organizzati.

L’esempio più eclatante è quello del cabaret, al quale attualmente si può assistere, non solo sui programmi di tutte le reti televisive (un esempio sono le trasmissioni tv Superciro, Convention, Zelig, Colorado Cafè e molte altre), ma anche nei locali che sempre più spesso propongono serate con artisti bravi e
meno bravi. 
Solo per citare un esempio, nel programma Buona Domenica, in onda su Canale 5 alcuni anni fa, l’ex animatore Valtur, Rosario Fiorello, portò in scena insieme agli altri conduttori, gli sketchs di cabaret che si mettevano in atto, ormai da molto tempo, nei villaggi turistici, creando negli studi televisivi il tipico ambiente “da villaggio” che quel tipo di pubblico televisivo mostrò di gradire.

Il risultato di questo sviluppo dell’intrattenimento è che oggi nelle strutture turistiche arrivano ospiti che già possiedono una discreta tipologia di gusto d'intrattenimento, e allo staff d’animazione spetta l’arduo compito di non deluderli presentando attività e spettacoli nuovi all’altezza delle aspettative. Possiamo affermare dunque, che l’animazione richiede oggi maggior preparazione ed una più alta dedizione rispetto al passato. Non va sottovalutato inoltre che uno dei pregi più significativi dell’animazione attuale è aiutare la massificazione sociale del turismo come “passaggio dal privilegio del contatto fra i forestieri e gli estranei, al privilegio del contatto fra eguali, dello stare tra i propri simili, i turisti appunto[3].



[1] Nel corso di questo blog incontreremo entrambi i termini.
[2] Per ciò che riguarda il turismo sono rispettivamente Inglese, Spagnolo, Tedesco e Francese e attualmente le lingue di Oriente, Mandarino e Giapponese.
[3] Asterio Savelli, Sociologia del Turismo, Franco Angeli, Milano, 1998.

sabato 20 dicembre 2014

LE MITICHE ORIGINI DELL'ANIMAZIONE TURISTICA: CLUB MED


Oggi il termine Animazione è usato in tutto ciò che è movimento: nei cartoni animati, in alcuni campi della cinematografia e della televisione, nelle attività tipiche di coloro i quali sono “responsabili di gruppo”[1]. A mio parere, il concetto da sottolineare è dunque, quello fondamentale per il quale l’Animazione si lega al MovimentoMuovendoci indietro nel tempo scopriamo che nell’odierna animazione si possono individuare aspetti tipici già delle Giullarate Medioevali[2]. In quell’epoca i Giullari, erano figure specializzate che si occupavano di far divertire i gentiluomini all’interno delle corti.
Nel secolo scorso un imprenditore Francese di nome Jean Louis Triganò, produttore di tende da campeggio, ricercò e individuò alcuni luoghi mozzafiato nei quali sperimentò un nuovo tipo di prodotto turistico: i clienti che accedevano alle strutture, trovavano l’assistenza di personale specializzato che offriva maggiori possibilità di socializzazione. Inserì personaggi che sapessero suonare, cantare e raccontare barzellette.
La prima azienda, operante nel settore turistico, che impiegò personale specializzato nell’intrattenimento, fu dunque il Club Med. Fondato in Francia nel 1950, fu inizialmente un’associazione sportiva con a capo Gerard Blitz, un ex componente della squadra olimpionica Belga, insieme ad un gruppo di amici. Il primo villaggio fu realizzato in Spagna a Majorca, ed era aperto a tutti gli iscritti che allora erano 2500. In pratica il villaggio era un campeggio nel quale i membri del Club dormivano in sacchi a pelo ed organizzati, a turno, provvedevano a cucinare e lavare i piatti. All’epoca il personale era costituito da 5 istruttori sportivi. Sedici anni dopo, nel 1966, il Club aveva avviato la propria attività nell’emisfero occidentale e agli inizi degli anni Settanta negli Usa e in Canada.
Nel mondo il fatturato del Club alla fine degli anni Ottanta era stato di 450 milioni di dollari. Alla fine del 1990 il Club Med era presente in 5 continenti e 30 paesi con 100 villaggi e con più di 1000 istruttori sportivi, 11.000 collaboratori e oltre 1 milione di iscritti. Un successo così travolgente era da attribuirsi al particolare approccio al concetto di vacanza al quale esso si ispirava, ed a sua volta fonte di ispirazione per gli intrattenitori turistici attuali: una vacanza deve costituire un momento di evasione dalle preoccupazioni della vita di ogni giorno.
Difatti, oggi come in passato, durante le vacanze gli abitanti delle città ricercano e desiderano prima di tutto:
- una società e un ambiente senza barriere, senza troppe regole ferree o vincoli, nella quale poter avere...contatti umani sinceri.
Per favorire il distacco dalla vita di tutti i giorni anche l’abbigliamento degli ospiti dei villaggi Club Med era il più possibile informale: un bikini e un pareo erano adatti a tutte le ore della giornata.
Gli animatori non erano personale alberghiero nel senso tradizionale del termine, in genere erano giovani di ambo i sessi con una buona istruzione i quali consideravano le mansioni presso le strutture del Club come una lunga vacanza di lavoro. Erano presenti nei villaggi su base paritaria rispetto ai soci, e più in veste di amici che di dipendenti. Per questo motivo essi non dovevano accettare mance in quanto considerate un segno tipico del rapporto padrone-servitore.
Se già negli anni Cinquanta, i managers di Club Med sentirono il bisogno di offrire agli ospiti che sceglievano i propri villaggi, un nuovo e innovativo servizio che avvolgesse in un clima di assoluto divertimento e allegria il soggiorno di tutti gli ospiti, ai personaggi simpatici e brillanti che si occupavano del servizio intrattenimento fu dato il nome di “Gentil Organisateur” (GO), perché il loro difficile ma gratificante compito di operatori del divertimento, doveva sempre essere sostenuto dalla più distinta gentilezza nei confronti degli ospiti delle strutture.
Questo vero e proprio colpo di genio permise dunque al Club di moltiplicare il numero di iscritti e quindi di ospiti, generando fra i consumatori turistici, un passaparola positivo che permise all'azienda di differenziarsi e crescere in sintonia con le eisgenze della clientela. Inoltre i GO, essendo in contatto continuo con gli ospiti, assolvono tuttora il compito di monitorare l'umore degli ospiti, riportando direttamente a managersche, in questo modo, adottano le opportune politiche di marketing turistico.
In Italia fu la regione del Piemonte a dare i natali alle prime e più importanti aziende turistiche della nostra penisola. Nacquero negli anni Cinquanta e Sessanta alcuni importanti tour operator come Alpitour e Valtur che, adottando buone strategie aziendali e riprendendo alcuni concetti transalpini di intrattenimento, si sono imposti anch’essi nel tempo come leaders del settore.



[1] Per responsabile di gruppo si intende colui che si occupa di organizzare e coordinare attività ludico sportive espletate da più persone contemporaneamente.
[2] Cfr. C. Alberto Maria Delli – Giusy Ghisalberti Santilli, Teoria e Tecnica dell’Ospitalità e del Divertimento, Top Events Editore, 2003.

venerdì 19 dicembre 2014

LE PROFESSIONI DEL TURISMO E LA SOSTENIBILITA'


E' importante capire alcuni aspetti fondamentali quando ci troviamo ad operare, fra questi:
- il contesto lavorativo all’interno del quale agisce,
- i soggetti con cui esplicano le proprie attività,
- le figure con cui ci “muoveremo” durante la stagione turistica, oltre naturalmente ai propri ospiti.
Le figure professionali del turismo operano suddivise in 4 categorie principali:

1.         Offerta Turistica:
programmatore turistico, promoter turistico, direttore tecnico di agenzia di viaggi, operatore di agenzia viaggi;
2.         Ricettività:
direttore di albergo, responsabile dei servizi di ricevimento o di alloggio;
3.         Ristorazione:
responsabile dei servizi di ristorazione, chef, cuoco, cameriere, barman, sommelier;
4.         Servizi al Turista. In quest’ultima voce sono compresi i servizi:
-            Balneari (direttori di stabilimento e assistenti bagnanti);
-            di accompagnamento (guida turistica, speleologica, alpina, naturalistica, accompagnatore turistico);
-          congressuali (operatori congressuali);
-          di animazione.
Oggi ognuna di queste figure si trova ad operare in un importante mercato in evoluzione che deve necessariamente tenere conto di una questione delicata: lo Sviluppo Turistico Sostenibile.
Lo sviluppo turistico ha bisogno di essere pianificato e gestito in maniera tale da:
-           essere sostenibile e raggiungere uno sviluppo di lungo termine;
-           riuscire a bilanciare i bisogni dei visitatori con quelli delle comunità locali.
Come sottolineato in Brasile nella Conferenza di Rio de Janeiro del 1992, se è vero che il turismo è in grado di generare crescita economica e occupazionale, è altrettanto vero che esso può causare problemi ambientali e sociali notevoli. A questo proposito, in Italia, il Ministero dell’Ambiente co-finanzia luoghi reali e virtuali di discussione e confronto oltre a dotare alcuni territori di strumenti di monitoraggio e studio dei fenomeni turistici in un’ottica di sostenibilità[1].
Gli animatori dunque, così come ogni altra figura professionale turistica, devono contribuire a rendere il turismo un elemento di valorizzazione e non di consumo della qualità ambientale, stando attenti a rispettare l’ambiente durante le attività e sensibilizzando i propri ospiti sulle tematiche dello sviluppo sostenibile, quando se ne avverta la necessità.



[1] Un esempio è dato dall’Osservatorio per il Turismo Sostenibile – EdATS, Università degli Studi di Siena a Grosseto.

LE MOTIVAZIONI DEL TURISTA: RELAX, RELIGIONE, ARTE O AVVENTURA?


Perché un turista intraprende un viaggio, quali sono le motivazioni che spingono una persona, o un gruppo di persone a voler vedere, vivere e conoscere nuovi luoghi? Diversi sono stati gli studi sociologici che hanno affrontato l’argomento del “perché” del turismo.
Il ponte fra le teorie della prima metà del secolo e quelle contemporanee è rappresentato dagli studi del tedesco H. J. Knebel che ha fondato le basi che hanno aperto le successive numerose indagini sulle Motivazioni del Turista[1]. Secondo Knebel il movimento di quelli che egli definiva forestieri è formato da diverse componenti quali:
  • -            Il movimento di persone;
  • -            Il cambiamento di luogo;
  • -            La mobilità territoriale limitata nel tempo;
  • -            La presenza di relazioni con la popolazione locale;
  • -            La pura funzione di consumo;
  • -            L’aspirazione al comfort;
  • -            La soddisfazione dei bisogni di lusso.
   Negli anni successivi un altro studioso di nome E. Cohen[2] stipulava una classificazione maggiormente sintetica delle varie Motivazioni in due tipi principali:
  • 1.         Generali (piacere, viaggio di affari, lavoro alla pari);
  • 2.         Specifiche (cambiamento, novità, viaggi studio, cure termali, visite familiari);

Ma negli ultimi anni si sono notate una frammentazione con successiva proliferazione delle motivazioni dei movimenti turistici, nonché una riduzione della loro durata media. Ciò vuol dire anche che si parte per una serie di motivazioni prima inesistenti o inimmaginabili.

A questo proposito è utile tener presente, mentre si fanno attività di animazione turistica, che le vacanze nella maggior parte dei casi sono sinonimo di relax, anche se appaiono frequentissimi i pacchetti che prevedono un intenso impegno sia fisico che mentale: proliferano difatti le offerte vacanze-avventura, in cui l’imprevisto, la scomodità e la fatica sono elementi fondamentali.
Dunque, per un intrattenitore turistico l’analisi dei bisogni specifici dei turisti riveste importanza cruciale al fine di predisporre le attività giuste[3]. Sono principalmente due i bisogni specifici dei turisti che per gli animatori rivestono un ruolo fondamentale poiché anche da essi si genera il nuovo bisogno dell’intrattenimento:
1.   il bisogno legato all’Arte e alla Cultura, dove vi è maggiore domanda culturale. Sarà soddisfatto da spettacoli di qualità ed eventi come escursioni, mostre, esposizioni, manifestazioni e festivals, che hanno la caratteristica di attrarre e polarizzare l’attenzione dei turisti attraverso la cultura;
2.    il bisogno di Salute e Benessere al quale viene data in questi ultimi anni importanza crescente sia dai turisti che dalla popolazione[4]. Difatti nelle strutture turistiche cresce costantemente l’offerta di attività sportive che si uniscono, e vengono espletate, all’interno di palestre, centri fitness, spa e beauty farms.



[1] Queste indagini hanno avuto impulso soprattutto dal 1970 in poi.
[2] Nel suo articolo Who is a Tourist? A conceptual clarification in “The Sociological Rewiew”, novembre 1974.
[3] Intendiamo qui le attività migliori inserite al momento opportuno.
[4] Fonte: Ministero del Lavoro – ISFOL  (Istituto per la Formazione Professionale dei Lavoratori).

TURISTI, TURISMO E CRESCITA


Turista è colui che trascorre almeno una notte e non più di un anno nel luogo visitato. Chi conclude il suo viaggio nell’arco della giornata è classificato come Escursionista[1].
Il fenomeno turistico è dato dall’insieme dei bisogni degli individui, nel momento in cui si spostano dai loro luoghi abituali di residenza per un limitato periodo.
In realtà storicamente i turisti sono sempre esistiti: già nell’antichità i viaggiatori visitavano terre lontane per il puro gusto di scoprirle[2]. Gli antichi romani un pò ovunque nel Mediterraneo avevano case di villeggiatura[3] e diffusissimo, sempre tra l'aristocrazia romana, era il turismo termale. Nel Medioevo flussi numerosi di persone si spostavano da un santuario all'altro, creando traffico ed economia turistica nelle località e nelle vie di comunicazione più frequentate. Dal periodo rinascimentale e fino agli inizi dell’ Ottocento l’Italia, grazie al suo patrimonio artistico e culturale, è stata un’importante meta del turismo colto e d’elite, prima come luogo preposto al completamento degli studi di intellettuali e filosofi, poi come meta prediletta del Grand Tour: Questo era un viaggio intrapreso da giovani di “buona famiglia” attraverso il continente europeo (soprattutto Francia e Italia). Era un percorso di scoperta, di esperienze, di studio, di vita. Chi affrontava il Grand Tour lo faceva per formarsi al fine di diventare in futuro un buon diplomatico o dirigente. Questi giovani e fortunati turisti d’elite, di solito erano accompagnati da un tutor.
Dal 1850 circa, gli stabilimenti termali, in località di mare e di montagna, ebbero il merito di far trascorrere ai turisti periodi più o meno brevi riposandosi a contatto con la natura.
Grazie allo sviluppo dei mezzi di comunicazione e all'elevarsi del tenore di vita, si moltiplicarono questi fenomeni intorno al 1950.
Dunque, in una visione sociologico-turistica, possiamo affermare che l’individuo si è sempre esaltato quando si è rapportato alla conoscenza dell’arte a della natura.
Attualmente l’obiettivo del turista non è più solo riposarsi, curarsi o accrescere la propria cultura, ma anche divertirsi, cercare avventure o studiare. Sono cambiate le tipologie di viaggio e soggiorno: dalla classica villeggiatura si è passati gradualmente a forme di viaggio e soggiorno “tutto compreso”, con tour organizzati, vacanze-studio, vacanze-esplorazione ed altre.
I numeri dei turisti si sono moltiplicati anche se registriamo alcune volte inversioni di tendenza dovute a differenti motivazioni congiunturali: ad esempio gli Italiani andati in vacanza nel 1993 erano addirittura di meno rispetto al 1985[4]Dando invece un’occhiata alle destinazioni più frequentate ci si accorge che nel 1996 le principali erano rispettivamente:

1.         Francia,
2.         Usa,
3.         Spagna,
4.         Italia,
5.         Regno Unito,
6.         Cina.

Per il 2020 le prospettive sono diverse e le destinazioni più ambite saranno:

1.         Cina,
2.         Usa,
3.         Francia,
4.         Spagna,
5.         Hong Kong,
6.         Italia (con 52,9 milioni di arrivi stimati),
7.         Regno Unito[5].

Se poniamo l’accento sulla crescita e sul fattore economico il turismo è un fenomeno importante che genera profitti diretti ma anche indiretti attraverso l’industria dei cosiddetti servizi di indotto: i cantieri che producono navi da crociera, la filiera agro alimentare o, in un esempio a noi più vicino, all’universo delle agenzie di animazione turistica[6].
In Italia il turismo ha un ruolo economico di assoluto primato: attualmente dal settore viene prodotta una ricchezza di 58 mila milioni di Euro[7] e un’occupazione diretta e indiretta di 2.000.000 di lavoratori. Nei prossimi anni 1 lavoratore su 5 sarà occupato in attività turistiche.
Al di fuori dei confini italiani il settore turistico va ancora meglio che nel nostro paese e le prospettive sono di netta crescita: nei prossimi anni i flussi turistici internazionali raggiungeranno 1 miliardo e 700 milioni di arrivi, pari ad una crescita media annua superiore al 4% e le entrate valutate prodotte saranno 2.127 miliardi di Euro[8].


[1] Definizioni ufficiali adottate dall’ONU.
[2] Per la stesura di questo paragrafo si ringrazia la Regione Emilia Romagna.
[3] In Sicilia, in Tunisia, ma anche nel vicino Lazio, sorgevano ville dove i ricchi patrizi trascorrevano le vacanze.
[4] Fonte: Regione Emilia Romagna.
[5] Fonte: CONF Turismo.
[6] Una recente indagine ne ha stimate fra grandi, medie e piccole, circa 450 solo in Italia.
[7] Il fenomeno appare in tutta la sua portata se si pensa che la ricchezza prodotta dal turismo è ben 5 volte superiore alla ricchezza prodotta dall’industria dei mezzi di trasporto.
[8] Fonte: CONF Turismo.